Defaticamento mentale

Defaticamento mentale

Visualizzazione e concentrazione. 

Coaching sportivo  (e non solo)

La visualizzazione nel coaching sportivo.

Quando pensiamo ad uno sportivo ci focalizziamo sulle sue performances. Le prestazioni sportive sono certamente fondamentali ma come è stato ampiamente riconosciuto, l’aspetto mentale ed emozionale lo sono in egual misura. È risaputo che nel programma di allenamento di un atleta vi è la fase di defaticamento fisico …

Ma chi pensa a quello mentale? Questa la domanda che mi sono posta alcuni anni fa. 

Negli ultimi anni, la mia attenzione si è rivolta, in base ad esperienze personali e come operatore di tecniche energetiche, a questo argomento. Ho creato un protocollo per guidare al defaticamento mentale: quel cool down necessario dopo una prestazione per armonizzare i processi mentali ed emozionali coinvolti e quindi portare non solo il corpo ma anche la mente, dall’esercizio ad uno stato di riposo in maniera efficiente e vantaggiosa

Prima di entrare nel vivo del tema, faccio un piccolo passo indietro, per spiegarti come è nata l’esigenza e l’idea che ha dato vita al mio protocollo di coaching per il defaticamento mentale.  Nell’estate del 2017 dovevo scegliere l’argomento della mia tesi del percorso formativo di Mental Coach e fra i numerosi libri di mio padre (allenatore di calcio, o meglio educatore allo sport come amava definirsi lui), trovai un libro molto interessante: Guida per atleti all'allenamento mentale. Corpo e mente nell'attività sportiva. 

Inizialmente sono stata sorpresa o forse, ancora di più, emozionata: mio padre, come allenatore, è sempre stato un ricercatore nel suo lavoro e proprio per questa sua capacità è stato spesso definito innovatore nei metodi di allenamento, alimentazione e anche per una serie di esercizi che oggi definiremmo di Coaching, che negli anni ’70, ’80 e ’90 venivano a malapena citati in qualche libro, appunto. Ricordo che da bambina fu lui a spiegarmi cosa fosse il Training Autogeno e come venisse utilizzato.

Nel libro dei due psicologi inglesi J.Syer e C. Connely, pubblicato per la prima volta nel 1987, vi sono molte utili informazioni riguardanti l’importanza della visualizzazione e le risorse che può attivare in un atleta per ottenere migliori prestazioni ed anche migliorare la qualità della vita in generale. 

Di seguito propongo alcuni passaggi della mia tesi, e se vorrai sperimentare, sarai libero di farlo … anche se non sei un atleta professionista. 

Corpo, mente ed emozioni operano come una sola unità.

I nostri pensieri influenzano le nostre sensazioni ed i nostri movimenti, le nostre sensazioni influenzano i nostri pensieri ed i movimenti, infine il nostro modo di usare il corpo influenza i nostri pensieri e le nostre sensazioni. 

Da molti anni nell’ambito sportivo ha trovato ampia diffusione un’area di intervento: l’allenamento mentale degli atleti - Mental Training) - che si pone come completamento per accompagnare il training fisico, la cui finalità è integrarsi con l’allenamento fisico e la preparazione tecnica, per migliorare le prestazioni.

“Se sai ciò che stai facendo, allora puoi sicuramente fare ciò che vuoi”.

Riconoscere ciò che si sta facendo e in che modo la mente, le emozioni influenzano la propria azione o prestazione è essenziale per procedere verso la realizzazione del proprio potenziale ed ottenere risultati. L’invito ad accorgersi di ciò che si sta facendo, come noterai, non si presta solo all’ambito sportivo, ma è un ottimo spunto per tutte le situazioni della vita, come ad esempio nel lavoro che svolgi in ufficio, o quando lavi i piatti: puoi sempre osservare dove porti la tua attenzione.

Prima di approfondire in che modo la visualizzazione può essere un utile sostegno, quando utilizzarla e chi può svolgerla, è necessario specificare il significato di due termini connessi alla visualizzazione: rilassamento e concentrazione. Ti anticipo che se sei interessato ad approfondire questo argomento, sul sito troverai un articolo in cui viene dedico ampio spazio al tema: “Rilassamento e concentrazione” (coaching sportivo).

Il rilassamento, fisicamente, mentalmente e sotto il profilo emozionale è caratterizzato dall’assenza di qualsiasi attività e tensione nervosa: uno stacco temporaneo e deliberato dalla propria attività che permette di ricaricarsi e utilizzare in maniera ottimale le proprie energie fisiche, mentali ed emozionali.

Il livello di rilassamento è individuale, varia da situazione a situazione e ci dona un senso di distanza da cui si possono osservare le proprie sensazioni, sentimenti e pensieri man mano che questi emergono permettendoci di apprendere qualcosa da loro.

La concentrazione è prerequisito essenziale per la prestazione ottimale e viene definita come la capacità di focalizzare l’attenzione su fattori che sono determinanti.   Cosa è quindi necessario per aumentare la nostra capacità di concentrazione? Come è possibile mantenere la concentrazione, che come sappiamo tende a variare, sia in termini di durata che intensità, da individuo a individuo? 

Proviamo a vederla da un diverso punto di vista: la concentrazione è in realtà il ritiro dell’attenzione da fattori che non sono più o non sono mai stati rilevanti ai fine della propria prestazione immediata, per riportarla (l’attenzione) su fattori che sono determinanti nel momento presente. 

La nostra mente elabora ogni secondo un’innumerevole quantità di informazioni, genera pensieri e immagini e riproduce suoni e odori. Ecco, quindi, che attraverso la concentrazione possiamo creare uno spazio di sospensione attiva per focalizzarci e sintonizzarci sul nostro obiettivo. 

A seconda delle fasi che l’atleta o la squadra sta vivendo - preparazione, riscaldamento, competizione o post-gara - esistono strumenti e loro diverse applicazioni che apportano grande sostegno alla crescita personale dell’individuo e alle prestazioni sportive, siano esse individuali o di gruppo: la visualizzazione è appunto uno di questi preziosi strumenti.

La visualizzazione. 

Essa è “un'abilità specifica ed è il processo per mezzo del quale si riesce ad osservare se stessi su uno schermo immaginato della propria mente evocando e guidando coscientemente il processo del sognare ad occhi aperti”  

Il processo è definito anche raffigurazione mentalee include due componenti, una visiva-acustica ed una cinestetica (per esempio, quando ci visualizziamo mentre siamo in movimento è proprio come vedersi e percepirsi in movimento). La visualizzazione nelle sue svariate forme è un’abilità governata dall’emisfero destro del cervello che può portare benefici anche alla prestazione sportiva. 

In linea generale è interessante sapere che, durante la prestazione sportiva, per controllare la propria tecnica si utilizza la parte destra del cervello. Essa è quella parte che percepisce cose che avvengono simultaneamente, l’intero, gli spazi e governa le abilità visuali e le percezioni intuitive e cinestetiche. Invece, prima e dopo la scelta o la valutazione delle tattiche da adottare, viene utilizzata la parte sinistra del cervello.

Questa breve introduzione scientifica ci conferma una verità molto semplice: coscientemente o incoscientemente siamo tutti esperti nel pensiero visuale.

Ogni giorno, anche senza accorgerci, noi visualizziamo anche attraverso sogni ad occhi aperti, talvolta positivi e talvolta negativi, addirittura angoscianti come accade spesso a quegli atleti che non riescono a liberare la loro mente da immagini in cui hanno commesso errori. 

La visualizzazione è uno strumento che appartiene a tutti noi, la differenza è in come lo utilizziamo: abbiamo la capacità di indirizzare ed utilizzare la visualizzazione a nostro vantaggio per creare il nostro benessere?

Defaticamento 

Dopo questa lunga premessa, arriviamo a ciò che ho liberamente definito   defaticamento mentale

La domanda che mi sono posta è stata: a livello mentale e/o emozionale come possiamo intervenire per scaricare lo stress e l’energia accumulata prima e durante la gara?

Secondo la mia esperienza e le mie conoscenze personali, molti atleti hanno grosse difficoltà a dormire terminata la competizione e non si tratta solo di uno stress fisico: riguarda l’aspetto emotivo. Alcuni sportivi professionisti raccontano che trascorrono notti intere a rileggere il match attraverso errori, mancanze e fantasie - “cosa avrei potuto fare” o “se solo avessi agito così” - che non solo rubano loro ore di riposo ma aumentano il livello di stress in caso l’attività preveda appuntamenti ravvicinati (pensiamo a eventi sportivi particolari quali Olimpiadi, Mondiali o al calendario del calcio in cui si disputano talvolta due gare in una sola settimana). 

Come sarebbe se si riuscisse ad elaborare in maniera costruttiva e proficua questa fase anche da un punto di vista mentale ed emotivo? Anch’essa è parte integrante e fondamentale del processo dell’attività sportiva di un atleta.

Ma per associazione penso anche alle situazioni quotidiane di qualunque essere umano che si trova ad affrontare esami o colloqui di lavoro importanti.

Io voglio proporti un esercizio (ascolta audio)

Riporto qui il testo da ripetere per praticare la visualizzazione.

Essa fa parte di un protocollo specifico di coaching (creato da me) che prevede anche una prima parte di colloquio (sessione di coaching).

Puoi praticare, rispettando le indicazioni su come e quando visualizzare, e ricordati di farci sapere cosa cambia dopo la pratica

In questa visualizzazione ho utilizzato l’immagine dei rubinetti per svuotare il corpo e lasciar andare ciò che non è più utile in questo momento. 

Dedica 10 minuti del tuo tempo alla pratica. Puoi svolgere l’esercizio seduto o sdraiato, in abiti comodi e in un luogo silenzioso e fai in modo di non essere interrotto da persone o telefonate (o messaggi) 

Ricordati di farci sapere cosa è cambiato e se ti è piaciuta questa visualizzazione. 

info@coachingalchemico.com

 NOTA  

Per questa ricerca ho tratto spunti preziosi dal libro “Guida per Atleti all’allenamento mentale “di John Seyr e Christopher Connolly integrando con la formazione di Mental Coach e Coaching Olistico. Ho attinto anche dalle mie competenze ed esperienze come formatrice del Pilotaggio della Realtà (metodo Grabovoi®), Operatrice Certificata di TE - Tecniche Energetiche e operatrice certificata di Logosintesi®

                                                                                                          Laura Bersellini

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