ACCORGERSI

ACCORGERSI

Accorgersi: prendere coscienza di una presenza o realtĂ  non immediata, per un avvertimento proveniente dall’interno o dall’esterno o anche per caso.

L’atto meraviglioso di accorgersi può essere talvolta spaventoso e doloroso, e in questi casi la strategia preferita è quella di ignorare, non vedere, non ascoltare,  non sentire, non comprendere. Numerose e anche divertenti le motivazioni che ci diamo, approdando infine al lamento e così ancorandoci con catene (credenze e convinzioni)  in un porto in cui sono gli altri o o il mondo esterno a farla da padroni. 

Sono qui per ricordarti una cosa che sono certa sai giĂ : la nostra Anima è ben informata. 

A nulla quindi serve giocare a nascondino con se stessi. 

Personalmente ho sperimentato che giocare a nascondino con se stessi non può durare a lungo senza che questa scelta porti a profonde disarmonie.

Permettersi di perdere questa partita a nascondino e scoprirci da soli  Ă¨ l’esperienza trasformativa per eccellenza.

Accorgersi implica prendere coscienza di una NOSTRA modalitĂ  di comportamento che spesso porta a conseguenze che non ci piacciono.

Accorgersi che un sintomo fisico compare spesso, per non dire sempre, in un determinato contesto emozionale (prima, durante o dopo).

Accorgersi che ciclicamente entro in re-azione con quelle persone che manifestano determinate caratteristiche.

Accorgersi che nel rapporto con gli altri agisco allo stesso modo (competizione, giudizio, sospetto, controllo…) ripetendo così schemi che portano  risultati simili, spesso identici.

Accorgersi  che qualsiasi esperienza è una possibilitĂ  di crescita e ciò che mi sta accadendo porta con sĂ© un messaggio: niente è a caso e solo io posso comprenderne il significato. Gli altri, un coach o un terapeuta,  possono accompagnarmi nel vederne alcuni aspetti, solo io conosco la mia storia. 

Accorgersi che una frase o un atteggiamento creano tutta una serie di conseguenze in me come nell’altro, talvolta imprevedibili e non sono risolvibili con la solita frase “scusa , non me ne sono accorta”.

Accorgersi che nella storie che mi sono creata e raccontata, interpreto uno di questi tre ruoli: Vittima, Aggressore/Carnefice e Salvatore, alternandoli a seconda del mio bisogno.

Non Accorgersi risulta essere il miglior modo per nascondersi, in attesa  che, prima o poi,  qualcun ALTRO  pronunci ad alta voce “tana libera tutti”. 

Un aspetto interessante è che chi sceglie il nascondiglio, lamenta spesso di non essere abbastanza considerato, ascoltato, riconosciuto.

Ma dimmi : come può essere visto qualcuno che si nasconde?

A questo proposito, scelgo una vignetta che rappresenta ciò che ho appena scritto. Sono consapevole dello spirito provocativo e mi auguro che attivi in te qualche emozione….

VIGNETTA

 

Non accorgendomi non posso riuscire a trovare la via utile da percorrere.

Non accorgendomi non mi rendo conto di chi sono. 

Non accorgendomi inoltre accade che non sappia  da dove iniziare, cosa fare e come fare per trasformare e correggere alcuni comportamenti, abitudini, modi di pensare.

Così mentre osservo il mondo dal mio nascondiglio apparentemente confortevole, la vita scorre.  Mi rassicura scoprire che altri come me siano rintanati e mi capita di osservare con incredulitĂ  chi invece si avvicina passo dopo passo alla tana per liberarsi. 

 â€śAh che pazzi loro, ma dove pensano di poter arrivare?” e mentre pronuncio queste parole NON MI ACCORGO  che io sono sempre  nel mio angolo nascosto e immobile. 

Non mi accorgo che tutto intorno a me scorre inesorabilmente: vive e si trasforma.

Accorgersi è quindi una componente essenziale del processo evolutivo. 

E’ interessante osservare che l’etimologia di accorgersi deriva dal  lat. volg. *adcorr(i)gÄ•re, der. di corrigÄ•re : ’correggere’.

Come posso migliorare, cambiare, trasformare e correggere senza  accorgermi ? 

Praticando l’arte di accorgersi puoi riconoscere il cambiamento e scegliere se e come proseguire, passo dopo passo. 

Al contrario, quando non mi accorgo non vedo i passi in avanti che faccio e mi sembra che tutto rimanga identico: “non è cambiato niente” oppure “intorno a me tutto è rimasto uguale”.
Non riesco quindi ad assaporare ciò che sto attraversando,  quello che ho trasformato e ciò che sto cambiando: non riconosco e non apprezzo il nuovo che sto creando.

Quando non mi permetto di riconoscere quello che sto creando  Ă¨ come se non facessi un bel niente! 

Fai un bel respiro profondo, leggi le domande che ti propongo e ascolta cosa accade… 

Cosa accade quando mi accorgo di un’abitudine modificata o di una nuova gestualità?

Cosa accade quando mi accorgo di una re-azione trasformata in semplice azione o anche non-azione?

Cosa accade quando mi accorgo di un evento, senza caricarlo di pregiudizio o aspettative?

Cosa accade quando mi accorgo di come quell’esperienza, seppur in qualche modo negativa,  sia stata essenziale per comprendere me stessa e in caso,  anche le altre persone coinvolte?

Cosa accade quando mi accorgo della “leggerezza” e dello spazio dentro me stesso?

Cosa accade quando mi accorgo dell’affetto e delle attenzioni che manifestano gli altri, secondo la loro modalità?

La mia risposta è che accade una magia: tutto cambia , tutto acquista una luce diversa. 

Accorgermi mi aiuta passo dopo passo a proseguire il mio cammino. Mi aiuta anche ad osservare come e cosa modificare, mi permette di riconoscere fino dove sono arrivata oggi, dandomi ottimi spunti per domani. 

Ti propongo questo esercizio in cui è necessario praticare SET (Tecniche Energetiche Semplici ), picchiettando sui punti delle dita. 

Se non sai come praticare SET puoi leggere e scaricare E-BOOK gratuito nella pagina RISORSE GRATUITE.

Ripeti a voce alta queste affermazione e ascolta cosa emerge.

Dopo ogni frase, utilizza la scala SUDS da 0 -10 per valutare eventuale blocchi riguardo la frase pronunciata e trascrivi il primo numero che ti viene in mente.

Nel paragrafo successivo trovi informazioni riguardanti alla scala di autovalutazione SUDS. 

“Io mi accorgo delle mie emozioni”

“Io mi accorgo dei miei comportamenti”

“Io mi accorgo delle mie reazioni” 

“Io mi accorgo anche delle emozioni degli altri”

“Io mi accorgo anche dei comportamenti degli altri”

“Io mi accorgo anche delle reazioni degli altri”

“Io mio accorgo di tutto ciò che si crea e si manifesta” .

“ Anche se  ho ancora difficoltĂ  ad accorgermi, mi apro alla possibilitĂ  di farlo adesso.” 

E adesso ripeti l’esercizio almeno altre due volte e ogni volta trascrivi accanto il valore della scala suds.

A fine esercizio osserva cosa è cambiato, e se ci sono frasi in cui il valore della scala suds è sopra il 5, ti consiglio di proseguire a picchiettare ripetendo la frase corrispondente. 

Ascolta Audio che ti guida all’esercizio. 

SUDS: uno strumento di auto-valutazione. 

Se conosci le tecniche energetiche (TE) o  hai giĂ   fatto una sessione di EFT, avrai notato che spesso viene posta la seguente domanda: “ Da 0 a 10 quanto …. “.  Si tratta della scala SUDS – Subjective Units of Distress Scale (unitĂ  di disagio soggettiva) che viene comunemente utilizzata per la stima dei livelli di ansia, stress (ecc). 

Alla persona viene  richiesto di dare un voto al livello della propria paura o stress in maniera immediata, dove 0 corrisponde a nessun blocco o disagio e 10 invece corrisponde ad un disagio estremo.

Questa domanda  è certamente  utile  all’operatore seduto accanto a te – anche se,  essendo egli in uno stato di ascolto e osservazione accogliente, vede chiaramente come stai manifestando il disagio – ma questo valore numerico è prezioso  anche per  te! 

Hai infatti  la possibilitĂ  di ACCORGERTI del livello di stress o disturbo in quel preciso istante, riconoscerne le trasformazioni durante la sessione ed anche successivamente.

Questo aspetto di “auto-valutazione” , che è parte dell’Accorgersi, appartiene ai numerosi  benefici offerti dalle tecniche energetiche.  La scala suds è uno strumento che se applicato alla realtĂ  quotidiana può diventare di grande aiuto: prova a dare un valore alle tue emozioni  durante la giornata, focalizzane l’intensitĂ  e osserva se in qualche modo sono connesse a qualcosa in particolare come un evento o un pensiero.

Imparando a considerare i nuovi elementi della realtĂ  che scorgiamo, possiamo correggere la nostra precedente posizione e intenzione, adattandola al nuovo e proseguire con maggiore consapevolezza nel nostro cammino, utilizzando una sempre maggiore Presenza.

Tornando all’esempio  del gioco a nascondino, probabilmente accadrĂ  che le prime volte verremo scoperti prima di raggiungere la tana per liberarci, ma avremo imparato come fare …. ACCORGENDOCI  che l’esperienza del viaggio è preziosa quanto raggiungere la meta.

Laura

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