Uscire dai copioni abituali con I.E.P.

Uscire dai copioni abituali con I.E.P.

Non esiste errore nella creazione.
Non esiste il caso.

Ciò che vivi non è un incidente lungo il cammino, ma parte di una trama più ampia, intelligente, viva. Hai scelto i tuoi genitori, la tua famiglia, il tempo e lo spazio in cui scendere. Hai scelto il tipo di percorso, con le sue curve dolci o le sue salite ripide, non per punizione ma per esperienza. Perché è attraverso l’esperienza che la coscienza si espande.

Stai continuando a tessere il filo del tuo cammino secondo un copione che non appartiene solo a te. È un intreccio che unisce ciò che sei stato, ciò che stai diventando e ciò che ancora deve emergere. Ti lega alla tua famiglia, alle anime che ti accompagnano da sempre e anche a quelle che devono ancora incontrarti. Come in un gioco a incastri, ogni volta che cambi posizione interiore, ogni volta che ti riallinei a te stessa, la vita si riassesta e rivela la sua coerenza. Non perché diventi improvvisamente facile, ma perché inizia a parlarti una lingua che riconosci.

La trappola non è nel passato.
La trappola è restare prigionieri di come lo guardi.

Ed è proprio in ciò che hai già vissuto che si nasconde anche la soluzione. Quando continui a girare in tondo, quando ti sembra di rivivere sempre la stessa dinamica, non è sfortuna. È energia congelata. Una parte di te è rimasta ancorata a un’esperienza non ancora accolta, non ancora attraversata fino in fondo. Così rispondi allo stesso modo, reagisci con lo stesso copione, ripeti la stessa scena, come se la vita stesse aspettando un gesto diverso, uno sguardo nuovo.

Allora fermati.
Respira.

Non ti serve fare di più.
Ti serve vedere diversamente.

Osserva ciò che ti tormenta, ciò che combatti, ciò che critichi, ciò che ti consuma dentro. E invece di irrigidirti, prova a dire semplicemente: grazie. Non perché ti piaccia, ma perché riconosci che è lì per una ragione.

Respira ancora.

Ora guarda il cosiddetto problema. Guarda anche tutte le soluzioni che hai tentato, gli sforzi, le strategie, i tentativi di controllo. Porta la mano sinistra sul cuore e, prendendoti tempo tra una frase e l’altra, lascia che queste parole scendano nel corpo, non solo nella mente:

Rilascio ogni attaccamento emotivo alla radice del problema.
Rilascio ogni attaccamento emotivo a quel momento nello spazio e nel tempo in cui il problema ha avuto origine.
Rilascio ogni attaccamento emotivo a questo problema e a ciò che rappresenta per me.
Rilascio ogni attaccamento emotivo a ogni mia reazione al problema.
Rilascio ogni attaccamento emotivo ai miei tentativi di trovare una soluzione.
Rilascio ogni attaccamento emotivo alle mie risposte abituali.
Rilascio ogni attaccamento emotivo a ciò che penso di me stessa rispetto a questo problema.

Respira.

Ora osserva di nuovo la situazione e lascia emergere le domande, senza fretta, senza dover trovare subito una risposta giusta:

Che cosa è qui per mostrarmi questa difficoltà?
Se ci fosse un dono nascosto in questa dinamica, quale sarebbe?
Se manifestassi la migliore versione di me, cosa farei ora?
Quale paura mi sta mostrando questa esperienza?
Quale sicurezza ottengo restando esattamente dove sono?
Qualunque cosa io stia vivendo, qual è la mia missione in questa vita?

Lascia che le risposte arrivino come immagini, sensazioni, parole sparse. Non giudicarle. E per ogni cosa che emerge, ripeti con calma:

Rilascio ogni attaccamento emotivo a ciò che è emerso.

Se la mente protesta, se compare il solito “sì ma”, non discutere. Sperimenta. Prova. Adatta la frase a ciò che senti, anche nelle sue polarità.
Rilascio ogni attaccamento emotivo all’idea di avere questo problema.
Rilascio ogni attaccamento emotivo all’idea di non avere questo problema.
E se serve, rilascio ogni attaccamento emotivo ai miei “sì ma”.

Questo non è un esercizio mentale. È un atto di fiducia.
Un modo per sciogliere il nodo senza strapparlo.

Quando l’attaccamento si allenta, l’energia riprende a fluire.
E ciò che prima sembrava un ostacolo inizia a rivelarsi per ciò che è sempre stato: una soglia.

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