
Sentirsi esclusi o non visti non è solo una questione sociale.
È un’esperienza profonda che attraversa il corpo, tocca la memoria emotiva e riattiva antiche ferite di appartenenza. Non nasce necessariamente da ciò che sta accadendo fuori, ma da come quell’evento risuona dentro di te, come un’eco che chiede ascolto.
Quando accade, la mente cerca spiegazioni, il cuore si chiude un poco e l’energia si ritrae. È in quel momento che sorge la domanda più importante, spesso silenziosa: cosa posso fare adesso, per non perdermi, per non sentirmi di troppo, per tornare a casa dentro di me?
Questo terzo articolo della serie nasce proprio qui. Non per insegnarti a farti vedere a tutti i costi, né per adattarti a spazi che non ti riconoscono, ma per accompagnarti a trasformare quella sensazione di esclusione in un punto di contatto con te stessa. Perché a volte non è il mondo a non vederci, ma una parte di noi che sta ancora aspettando di essere riconosciuta.
Ecco un esercizio di EFT pensato proprio per quando ti senti esclusa o non vista, delicato ma profondo, da usare come pratica di rientro in te stessa 🌿
Esercizio EFT – Quando mi sento esclusa o non vista
Prima di iniziare, fermati un momento.
Porta l’attenzione al corpo e chiediti, senza giudizio:
Dove sento questa esclusione?
Forse al petto, alla gola, allo stomaco. Non serve capire, basta sentire.
Valuta l’intensità da 0 a 10.
Punto Karate
Picchietta dolcemente sul lato della mano e ripeti, per tre volte:
“Anche se in questo momento mi sento esclusa e non vista,
scelgo di restare in contatto con me stessa
e mi apro alla possibilità di accogliermi.”
Sopracciglio
“Mi sento esclusa.”
Lato dell’occhio
“È come se non ci fosse posto per me.”
Sotto l’occhio
“Questa sensazione di non essere vista.”
Sotto il naso
“Forse fa male più di quanto voglia ammettere.”
Mento
“Una parte di me si sente di troppo.”
Clavicola
“Questa vecchia ferita di esclusione.”
Sotto il braccio
“La sento nel corpo, qui e ora.”
Sommità della testa
“Riconosco ciò che sto provando.”
Fai un respiro lento.
Ora porta una seconda tornata, più morbida.
Punto Karate
“Anche se questa esclusione mi fa chiudere,
sono disposta a restare presente con me.”
Sopracciglio
“Posso sentire senza perdermi.”
Lato dell’occhio
“Non devo scappare da questa emozione.”
Sotto l’occhio
“Posso restare con me stessa.”
Sotto il naso
“Forse non è una colpa.”
Mento
“Forse è una richiesta di amore.”
Clavicola
“Scelgo di vedermi io.”
Sotto il braccio
“Anche se gli altri non vedono.”
Sommità della testa
“Io posso esserci per me.
Resta qualche istante in silenzio.
Ricontrolla l’intensità. Anche se non è sparita, se è cambiata, l’energia si è mossa.
Questo esercizio non serve per farti accettare dagli altri,
ma per riportarti a casa,
nel punto in cui smetti di escluderti tu.
Se vuoi, puoi ripeterlo ogni volta che quella sensazione ritorna,
come un gesto di presenza e di alleanza con te stessa ✨
1. Osservazione lucida: chi non ti guarda non è un’autorità
Quando cerchi conferma fuori, perdi potere.
Quando stabilisci il tuo tono interiore, il campo cambia.
Non lavoriamo sul “come faccio a farmi vedere?”.
Lavoriamo su:
“Come faccio a essere così presente da non aver bisogno di essere visto?”
Questa è crescita.
2. Un esercizio pratico che funziona sempre
Prenditi tre minuti.
Decidi un’azione che conferma la tua presenza, non per qualcuno, ma per te:
- inviare un messaggio chiaro che finora hai evitato,
- dire un “no” semplice, senza spiegazioni,
- scegliere una cosa che desideri fare senza chiedere approvazione,
- completare una micro-azione che ti riporta nel corpo.
Non stai dimostrando niente a nessuno.
Stai ristabilendo il tuo campo.
3. Il punto è questo
Quando tu ti vedi, ti senti, ti ascolti…
gli altri smettono di essere un filtro per la tua esistenza.
Essere escluso diventa un’informazione, non una ferita.
E tu smetti di contrarti.
Rimani intero.
Rimani presente.




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