
Parte 2 – Quando il blocco non se ne va subito
La settimana scorsa abbiamo visto alcuni esempi di come le tecniche energetiche possano aiutarti quando ti senti bloccato.
Piccoli gesti, punti di contatto, frasi semplici. Niente di eclatante. Niente da fare “bene”.
E forse, leggendo gli esercizi proposti, avrai pensato che potevi anche provare, ma ancora non lo hai fatto.
Oppure li hai provati… e poi ti sei detto:
“Sì, ok, ma io mi sento ancora fermo.”
Ecco, questo articolo nasce proprio da lì.
Perché a volte il blocco non è un muro da abbattere, ma una stanza da attraversare lentamente.
E perché non sempre il primo passo fa subito partire il movimento.
A volte fa solo smettere di peggiorare.
Quando ti senti completamente bloccato può succedere questo:
il corpo si chiude,
le emozioni si abbassano di volume,
la mente prende il comando e inizia a pressare.
“Dovresti reagire.”
“Dovresti fare qualcosa.”
“Così non vai da nessuna parte.”
Ma il blocco non è un errore di sistema.
È spesso un segnale di sovraccarico, non di mancanza.
In questi casi, EFT e SET non servono a “sbloccarti” nel senso comune del termine.
Servono a creare micro-spazi.
Piccole fessure in cui il sistema può finalmente respirare.
✨ Non per tornare subito performante.
✨ Non per capire tutto.
✨ Ma per restare.
In questa seconda parte vedremo esempi pratici pensati proprio per quando:
- il primo esercizio non ha “risolto”
- l’energia è bassa
- la voglia di fare è sotto zero e non hai ancora iniziato a sperimentare gli esercizi
- e l’unica cosa chiara è che sei ancora aperto alla possibilità di un cambiamento ma sei pieno di dubbi....
Se è il tuo caso sappi che non partiremo dalla domanda “come faccio a uscire da qui?”,
ma da una più onesta:
“Cosa posso fare adesso, senza farmi violenza?”
E spesso, è da lì che il movimento ricomincia.
Piano. Reale. Sufficiente.
4. Da dove si inizia davvero?
Non dalla perfezione.
Non dalla chiarezza estrema.
E decisamente non da un piano a dieci anni che in questo momento ti farebbe solo venire voglia di scappare.
Si inizia dalla presenza.
Quando sei bloccato, il sistema non ha bisogno di soluzioni,
ha bisogno di sentirsi di nuovo abitato.
E questo avviene attraverso gesti minuscoli, quasi banali,
ma fatti con coscienza.
Puoi usarli come micro-pratiche prima di usare SET diretta, oppure come preparazione a un lavoro di EFT più profondo:
- bere un bicchiere d’acqua lentamente, sentendo il contatto, la temperatura, il passaggio;
- lavarti il viso con attenzione, come se stessi dicendo al corpo “ti vedo”;
- fare tre respiri ascoltandoti, senza modificarli;
- porti dentro la domanda “come sto?” senza pretendere una risposta;
- appoggiare una mano sul cuore e restare lì qualche secondo, senza spiegare nulla.
Non devi “sentire qualcosa”.
Non devi capire.
Devi solo esserci.
Ogni grande cambiamento nasce da un atto minuscolo,
ma reale.
E il corpo riconosce immediatamente la differenza.
5. La verità è che non sei perso: sei in pausa
A volte ciò che chiami “blocco” non è un errore da correggere,
ma un’interruzione necessaria.
Un invito a rientrare.
A rallentare.
A sentire di nuovo ciò che è stato messo in standby troppo a lungo.
Lo Spirito non ti chiede di correre.
Non ti chiede di essere produttivo.
Ti chiede di tornare in te.
E quando lo fai, anche solo per pochi istanti,
il movimento riprende da solo.
Non con uno scatto improvviso,
ma con qualcosa di molto più affidabile:
un centimetro.
un respiro.
un gesto che apre spazio.
Conclusione
Se ti senti bloccato, non sei arrivato alla fine del cammino.
Sei davanti a un portale.
E puoi attraversarlo senza forzarti,
senza capire tutto,
senza dover diventare “un’altra versione di te”.
Gli strumenti energetici non servono a spingerti avanti,
ma a permetterti di restare.
E da lì, il resto… arriva. 🌱




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